OPI Trieste - News dell'OPI di Trieste

News n° 948 del 10/09/2019

Articolo apparso sul "Piccolo" del 10 settembre 2019

Egregio Direttore,

Le scriviamo in merito all'articolo apparso oggi sul "Piccolo" intitolato "Un super infermiere per i cronici: seguirà il paziente anche a casa".

Come Ordine delle professioni Infermieristiche di Trieste, abbiamo ricevuto numerose segnalazioni di stupore e rammarico da parte dei molti infermieri che già dal 1995 garantiscono l'assistenza infermieristica domiciliare e semiresidenziale nel territorio triestino attraverso la presa in carico delle persone affette da patologie croniche.

Anche l'OPI Trieste concorda con le segreterie sindacali CGIL, CISL e Fials asserendo che Trieste non ha bisogno di un "super infermiere", poichè è da più di 20 anni che tale attività viene svolta quotidianamente 24 ore al giorno e 365 giorni all'anno.

Capiamo l'importanza di fare benchmarking e integrare le due realtà sanitarie dell'area giuliano-isontina, ma cosa diversa è dire che tale servizio esiste solo nell'isontino dal 2017 e che verrà adottato anche entro il 2020 a Trieste, come se in tutto questo tempo l'organizzazione distrettuale e dipartimentale territoriale non avesse già attuato tale modalità di presa in carico.

Il modello triestino, punto di riferimento nazionale ed internazionale in merito allo sviluppo dell'assistenza territoriale e sede di numerosissimi tirocini da parte di tutte le professioni sanitarie e sociali, è già articolato in équipe infermieristiche distrettuali (SID) che prendono in carico le persone con patologie acute, croniche o in fase di riacutizzazione.

Inoltre, sono attive ben 17 sedi di microarea che da sempre si integrano con i singoli medici di medicina generale e pediatri di libera scelta anche attraverso le aggregazioni funzionali territoriali e i diversi servizi territoriali ed ospedalieri per mantenere il follow up delle persone portatrici di patologie cronico degenerative e per attuare una sanità di iniziativa che in questi anni ha ridotto il tasso di ospedalizzazione, passando da 260 per mille a circa 120 per mille, nonostante la complessità sociodemografica triestina che la pone ad essere una delle città più anziane in Europa.

Va rimarcato, inoltre, che dalla lettura dei bilanci degli anni precedenti e delle allegate relazioni in merito al personale assunto si evince che già negli anni passati l'Azienda aveva contrattualizzato infermieri da dedicare anche alle AFT proprio per rafforzare tale funzione proattiva e di presa in carico.

Mi creda Direttore, non si tratta di campanilismo o di non voler dare la giusta attenzione ad altre importanti esperienze che sono maturate in questa regione o in altri contesti nazionali o internazionali, ma siamo convinti sia fondamentale riconoscere e ringraziare tutti i colleghi infermieri, medici, oss, fisioterapisti, ostetriche e tutte le altre professioni sanitarie, sociali e tecniche che ogni giorno svolgono con dedizione e professionalità il loro lavoro per garantire che già oggi nel territorio triestino esista una realtà consolidata di presa in carico a livello domiciliare e semiresidenziale di tutte le persone, bambini, giovani adulti e anziani, con problemi sanitari di tipo infermieristico ecuto e cronico.

Cordiali Saluti

Il Presidente dott. Flavio Paoletti

Comunicato ufficiale